Meglio super che normale

Una giornata no

27.07.2018 13:09

Mi sono alzato un'ora prima del solito. Sono uscito da casa e ho imboccato la strada che porta alla stazione ferroviaria. Erano 7 di mattino, ma l'afa milanese si già sentiva. Sudo molto e pertanto non ho preso il cappello per proteggermi da sole. Una volta arrivato a Milano mi aspettava una camminata di 20 minuti. Alla fine sono arrivato alla destinazione: stazione di polizia. La mia metà era ufficio multe. Sono rimasto piacevolmente sorpreso quando ho costatato che non c'era alcuna fila. Due persone davanti a me. La signora del sportello prima mi ha chiesto di riempire il modulo e dopo mi ha dato il numero di attesa. Non sono passati nemmeno 5 minuti ed ero già seduto davanti ad una signora, poliziotta. Sui 35 anni, molto carina.

Signora, mi avete inviato due multe per la stessa infrazione. Tiro fuori due verbali e le due foto scattate dalle camere automatiche. Sono entrato in una corsia riservata ai mezzi pubblici, cioè autobus e taxi. Ho tirato fuori la cartina per mostrare fisicamente cosa è successo. Entrando ho fatto scattare la prima camera che ha prodotto la prima multa. Niente da dire, sono colpevole. In effetti questa prima multa è arrivata una settimana fa e avevo già pagato l'importo richiesto, quello scontato se paghi entro 5 giorni. Ovviamente, una volta entrata nella corsia riservata ho proseguito per circa 150 metri fino al punto dove tale corsia termina. Alla fine del tragitto altra camera ha scattato la foto, esattamente 24 secondi dopo la prima. Ed ecco la seconda multa, arrivata questa settimana. Sono venuto qui per annullarla. Due multe per la stessa infrazione. Questa seconda camera, in uscita, esiste perché c'è un'altra strada dalla quale si può accedere alla corsia preferenziale. Per questo esistono due.

Signora, con un bellissimo sorriso e tanta gentilezza, mi spiega che non mi può annullare la multa. Ma signora, se entro nella zona riservata, devo anche uscire; non è giusto che mi fatte pagare due volte. Lei mi risponde che non dovevo nemmeno entrare. D'accordo, spiego, ho pagato la prima multa per il mio errore, ma seconda non è giusta. Le faccio vedere anche un articolo della legge che chiarisce che non si possono dare due sanzioni per la stessa infrazione (mi sono preparato per l'incontro consultando Internet, e non sono l'unico che ha avuto questo problema). La risposta è uguale: Lei non doveva entrare. Cerco di fare il discorso anche in un altro modo, ma il responso non cambia; come un disco guasto. Ho capito che non ci arrivo da nessuna parte.

Pongo una nuova domanda: se faccio ricorso al prefetto, quanti possibilità ho di vincere. Pochissime, mi risponde lei. Si va male, alla fine mi tocca a pagare la multa raddoppiata. Alla fine mi spiega che se vado dal giudice di pace, avrò più possibilità per spuntarla. Ma al giudice occorre pagare 40 e qualcosa euro e la multa è di 72 euro. Sto zitto qualche minuto cercando di pensare e di prendere la decisine su cosa fare. Decido di lasciar perdere e saluto la poliziotta che adesso mi sembrava meno carina. Mi reco presso la cassa e pago la multa. L'unica consolazione è che ho risparmiato 1,50 euro che avrei pagato in posta. Ogni tanto si parla che il comune fa la cassa con le multe. Non ci credevo molto; gente si lamenta sempre, anche quando ha torto marcio. Ma il mio caso potrebbe confermare il fatto che il comune non è tra i più onesti dei giocatori di questa vita.

Arrivo in ufficio e racconto la storia ai colleghi. Nel pomeriggio entra in ufficio il capo e ci comunica che settimana prossima parte il trasloco locale; si allarga il nostro ufficio che dobbiamo lasciare ad altre persone e noi ci spostiamo in un altro. La cosa era già conosciuta ma ecco una brutta sorpresa: andiamo in un ufficio che non ci piace. Prima ci era promesso un altro, molto più carino. Il capo fa finta di non ricordarsi dell'accordo precedente. Tira fuori degli argomenti insostenibili per farci capire che ha fatto una decisine giusta e che noi staremo da dio nel nuovo posto. Gli dico in modo esplicito che non mi può dire lui quello che mi piace di più e dove mi sentirò meglio. Il mio collega inizia a tirare fuori dei contro argomenti, altrettanto insostenibili come quelli del capo. Alla fine tanta frustrazione, perché il capo vince sempre. Mi sento molto deluso per il fatto che non siamo stati considerati per niente. Lui ha fatto favore ad altri e noi semplicemente subbiamo la decisione. Menziono che noi due siamo i più vecchi del gruppo e pensavamo di meritarci qualcosa in più in una occasione simile.

Ma la giornata nera non finisce qui. Torno a casa e trovo bollettino di TIM. Un mese fa sono passato da un altro provider in quanto ero molto insoddisfatto dal trattamento economico riservatomi da Telecom. Mi mandano il conto di chiusura di contratto: 90 euro. Auguri. Ma tutta l'Italia deve vivere sulle spese mie? Guardate che non sono ricco io. Rallentate un po' la presa.


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